Andrea Nolli, apicoltore bresciano dagli anni '90, opera in Zambia come volontario tramite l'associazione Papa Giovanni XXIII. Qui viene a conoscenza dell'esistenza del campo profughi Meheba, comunità di circa 2.500 profughi rwandesi e burundesi, che hanno costituito una cooperativa per lo sviluppo dell'agricoltura. Assieme a Sara Veneziani, apicoltore, sviluppa l'idea di un progetto di apicoltura che coinvolga i vari gruppi etnici presenti sul campo, consentendo loro di imparare un mestiere, diffondendo così la produzione e il commercio di miele, cera, basi per cosmetici naturali. Il progetto prevede la formazione teorica di apicoltori, la progettazione di alveari, l'organizzazione di un laboratorio per l'autoproduzione, l'acquisto di un torchio per smielare e del materiale per il confezionamento del miele prodotto.